giovedì 5 ottobre 2017

Marianna sei arrivata

Marianna sei arrivata, raggio di sole gaio e  lieto.

Ti auguro di rimanere gaia e lieta per sempre.

mercoledì 3 maggio 2017

Vedove

Le vedove dicono che quel oggettino nella scatoletta le fa compagnia; non fanno pena ma fanno schifo.

Le vedove non hanno imparato a ascoltare le parole dell’assenza.

Le vedove non sanno ascoltare i ricordi.

Ennesima saggezza delle vecchie.

domenica 7 dicembre 2014

L’arpa

Buio ,
chiesa oscura, candide vele si gonfiano d’armonia.
In basso l’arpa suona musica magnifica .
Esperte mani la percorrono,

lo stare lì era divino.

martedì 22 aprile 2014

Verme

 Verme vuoi suicidarti fallo,
 hai potuto scegliere, lo hai fatto.
 Hai prediletto una nullità falsa e oscena;
 sopportarlo e sopportarla non è facile ed è doloroso.

Verme smettila di donarmi le tue menzogne.

venerdì 14 febbraio 2014

Valentina

Sembra rozza ed è carina ,
Sembra indisponente ma è suadente ,

Fa clamore ma ha buon cuore.

lunedì 2 settembre 2013

Per Riccardo e Susanna i miei genitori

Ai lati del nostro cancello crescevano insieme due cipressi canadesi, li avevano piantati là prima che nascessimo.
Erano cresciuti molto, inamovibili, inseparabili e maestosi.
Con loro l’ingresso di casa appariva più importante per la loro imponenza.
Facevano una bella ombra che invadeva tutta la strada; i loro rami mossi dal vento parevano accarezzarsi, durante le tempeste si sostenevano a vicenda; erano abitati dalle tortorelle, i loro frutti erano pigne lunghe.
In primavera si riempivano di gemme verde chiaro che diventavano i nuovi rametti, le loro chiome d’estate assumevano un bel verde carico argentato, di autunno si ammantavano  di infiorescenze gialle, d’inverno qualche punta dei loro rametti si faceva marrone scuro, bruciate dal vento gelido.
Un brutto giorno di primavera si abbatté una tempesta tremenda e una folata di vento molto forte sradicò il cipresso che stava alla destra del cancello. Circa dopo un anno anche l’altro cipresso venne divelto per la stessa causa.
I due cipressi avevano le radici molto diramate in superficie ma poco cresciute in profondità: solo sostenendosi a vicenda erano riusciti a rimanere in piedi così al lungo.
Quando furono divelti i loro fusti e rami ostruirono il cancello; anche i nostri vicini accorsero per rimuoverli, eravamo tutti sconvolti e addolorati, ci mancavano molto.
Marcella conservò dei rametti e i loro tronchi furono tagliati e messi come appoggi per vasi di piante sotto il nostro abete che sta in cortile.
La cosa più importante che hanno lasciato sono i loro figli, fra i quali il più maestoso è il cipresso che svetta in cima al Rivellino, piantato dopo il terremoto dalla zia Giovannina molto piccolo d’avanti alla sua baracca(Krivaja). 
Ora nel nostro cortile ci fanno compagnia d’avanti alla cancello da un lato due cipressi a forma di alti cespugli.

Questa vicenda ci insegna a essere fiduciosi nel compagno fidato.

mercoledì 27 febbraio 2013

Occhi di madre

Occhi di madre angosciati, aperti al mondo come lame taglienti.
insopportabili per chi sa il loro dolore insanabile.
Lo ha Provocato la guerra.

Quella donna era tua madre.

martedì 28 agosto 2012

La Pietà

Avevo sette anni,
quando nella basilica di San Pietro,
vidi la Pietà candida.

Un onda di dolcezza mi avvinse. 

giovedì 20 ottobre 2011

Ti ho rivista

Cecilia ti ho rivista cantavi in chiesa .
Eri la sicurezza.
Eri la simpatia.
Eri la complicità.

Cecilia mi hai insegnato a fidarmi degli altri.

giovedì 14 ottobre 2010

La bianca loggia

In un pomeriggio tardo, assolato d’agosto,
la bianca loggia sta in un barbaglio di luce .
D’avanti a una cortina di foglioline verde scuro del lauro,
dietro sta il crepito mare azzurro.

Una sensazione di pace serena mi avvinse.

lunedì 20 luglio 2009

La saggezza dei vecchi

Dicono che stanno male, e mangiano e bevono come porci.
Fingono malanni per avere più denaro.
Si lamentano delle loro rughe;

Non mi fate pena, ma solo schifo, e ricordatevi che non siete un bel spettacolo . 

giovedì 26 marzo 2009

Trieste

Un nastro nero,
accanto a una parete bianca a strapiombo,
e un azzurro intenso increspato dal vento,
macchie verdi inquiete.

La giù un pizzo di  marmo bianco. 

mercoledì 20 agosto 2008

Frammenti contemporanei - ARTE

La mostra di Ilegio sulla Genesi è di alto livello per il valore delle opere.
Ho potuto sentire le spiegazioni di alcune guide.
La parte iconologica era trattata bene, mentre la parte iconografica era appena sfiorata.
Mi ha particolarmente colpito una icona Russa dell’500 del noli me tangere che infrangeva ogni regola dell’arte Bizantina per rifarsi ai canoni dell’arte occidentale contemporanea.
Avrei voluto saperne di più ma non è stato possibile.
Mi è parso molto strano accostare l’arte Sacra dell’500 con quella dell’600 senza tenere conto dei rigidi canoni stilistici imposti agli artisti dalla controriforma.
Mi hanno particolarmente colpita i quadri di Tintoretto e del Palma,  ho trovato particolarmente significativa la scultura della mano di Rodin.

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L'immortalità dell'arte e dovuta alla resistenza tenace dei valori di forma e di colore. In ciò la parte iconografica, quella che comprende i significati nascosti dell'opera, ha un'importanza relativa.
Questo aspetto è importante per determinare il contesto in cui è nata ed è stata fruita.
L'arte contemporanea astratta, per essere valida, deve dare una sensazione positiva o negativa.
Sono abbastanza d'accordo con il pittore Previsti che sosteneva che "la vera arte è quella comprensibile a tutti.

Molte volte davanti a una opera d'arte contemporanea rimango indifferente: in questi casi che giudizio critico è da effettuare?

lunedì 25 febbraio 2008

Offesa e presa in giro

Non hanno coraggio di parlare dell’abbruttimento morale dei vecchi. 
Non hanno avuto il coraggio di confrontarsi con i loro pari, e ora passano la loro vita a fingere di compiacersi delle pochezze degli altri e pensano di potere risolvere tutto con i soldi.
Offesa e presa in giro perché dovrei essere triste per la morte di una stupida disonesta o per chi non avrei conosciuto nè frequentato.
Offesa e presa in giro perché devo stare a sentire per ore i discorsi di una nullità, che più la compiaci e più fa uscire il suo marcio.

giovedì 6 settembre 2007

Minh Tuan Mattia mi piaci

Mi piaci quando osservi, e fai u con la boccuccia.
Mi piaci quando ti osservi le manine e sembra che ti dica cosa sono.
Mi piaci quando fai la faccia interessato.
Mi piaci quando ti giri per vedere che cosa c’è.
Mi piaci.
6 settembre 2007



martedì 27 febbraio 2007

Minh giallo

Minh giallo è un bimbo.
Non c’era ora c’e, si è presentato su una fotografia,
ora stai li, carino, delicatino, piccolino.
Chi sa come sarai?
23 febbraio 2007

martedì 16 gennaio 2007

Il comunicare

Il comunicare è squarciare le tenebre.
Comunicare il chiaro, comunicare lo scuro,
comunicare con parole è preciso,
ma il comunicare con sguardi è più Intenso.
Occhi ridenti che ti guardano e altri occhi
e altri occhi.
Allusioni, complicità.

Il comunicare con gli occhi è la cosa più intima che ci sia.
16 gennaio 2007

venerdì 24 febbraio 2006

Il volo

Il volo è voglia di immenso, ed è leggerezza.
Il volo è oblio, nell'infinito.
Il volo è voglia di superare la staticità banale.
24 febbraio 2006


Arrivare

Arrivare è sconfiggere i tuoi fantasmi.
Arrivare è sapere cambiare la tua vita.
Arrivare è avere il potere di essere te stesso.
Arrivare è nascere.
Arrivare è partire.
6 febbraio 2006



domenica 12 febbraio 2006

Frammenti contemporanei - LIBRI

Il libro di don. Antonio Bellina "La fabriche dai predis" mi ricorda il clima che c'era a San Vito e alle magistrali delle suore a Gemona.

A San Vito la pratica più insensata e odiosa era quella di cambiarci le educatrici molto spesso, così non ti conosceva nessuno. Un'altra pratica assurda era quella del sequestro dei vestiti buoni agli interni fino alle successive vacanze, perchè troppo lussuosi. Per non parlare del cibo, inadeguato e monotono: un pasto tipo consisteva in pasta al sugo insipido, carne lessa di tacchino con patate lesse e un frullato di frutta male abbinata; il venerdì c'era sgombro sotto olio. Esisteva anche la dieta in bianco che era composta da una minestra di dado di carne o da una brodaglia con verdure semicotte con pasta grossa, patate lesse o cicoria e formaggino.

Alle magistrali dalle suore c'era un clima oppressivo, favorito anche dai colori smorti degli ambienti. Dovevamo stare il più silenziose possibile e l'abbigliamento doveva essere il più morigerato possibile. Memorabili i discorsi ripetitivi e nauseabondi della preside e mia prof. di Italiano sulla concupiscenza, per non parlare del discorso del prof.di religione don Giacinto in terza superiore: lui pensava che alle anime, prima di essere condannate, venisse fatta una radiografia dal diavolo. Mentre parlava si percepiva il suo sadismo.

Don Bellina, nelle parti del libro che riguardano la sua vocazione e il suo sviluppo fisico, secondo me è poetico.

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Il livore della Fallaci non è segno di razionalità e le tesi esposte in "La rabbia e l'orgoglio" non sono nè contro corrente nè originali. Nemmeno lei ha il coraggio di affermare che l'occidente da tempo è caduto nel relativismo spinto e che di ciò si aproffitta l'Islam.


Ha ragione nell'affermare la maggiore evoluzione della civiltà occidentale rispetto a quella araba. Quest'ultima ha delle basi culturali ebraiche, greche e latine.

Oggi un discorso serio per un patto di convivenza con l'Islam deve partire da qui; è dannoso fingere che l'Islam sia totalmente diverso dalla nostra cultura.

Un discorso diverso vale per il terrorismo.

Qui è lecita la difesa, ma i terroristi con i loro discorsi pretestuosi sulla giustizia sociale mondiale ci ricordano la disparità delle risorse.

Se questo problema non verrà risolto il terrorismo avrà un facile alibi.

L'islam come l'occidente è ugualmente incoerente: è in crisi per la modernità (vedi il relativismo dei kamikaze facoltosi).

L'islam non ha trovato un modo civile per difendere la propria cultura.